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:. Sicurezza informatica: una chimera .:
    

 

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Dopo anni di esperienza, ho maturato la convinzione che risulta esserci un abisso tra quello che il panorama informatico offre comunemente e quanto considero si dovrebbe offrire.

 

Non v'è dubbio alcuno che l'acquisto di un computer va considerato in base ad alcuni fattori che l'utente di solito ignora completamente. Di fatto il mercato è avvezzo a proporre un prodotto che spesso predilige il profitto, a discapito della qualità, laddove l'hardware è sovente di pessima qualità (discorso valido anche per le marche blasonate) se non addirittura cannibalizzato da pc in "rottamazione".

 

Dall'altro fronte abbiamo sistemi operativi che nascono e vengono distribuiti (e quindi installati sui PC che includono l'OS nel prezzo) pur contenendo bugs di vario genere ed integrando spywares nativi, i quali oltre che violare la privacy, occupano processi della CPU e quindi rallentano nel complesso la macchina. Essi sono privi di aggiornamenti critici ed inoltre non possiedono alcun tool efficace per la manutenzione di OS-Macchina.

 

Diversi computers cosidetti "di marca" sottoposti a test, hanno rilevato prestazioni non allineate, deficienze costruttive di vario genere,  nonchè una lacunosa, anzi... "folle" organizzazione del disco rigido, a discapito di un razionale utilizzo della capienza delle unità di archiviazione e totale disinteresse rispetto alla tutela dei dati ivi ricoverati.

 

E' consuetudine consegnare PC con dischi rigidi da 60 GB ed oltre (alla data in cui si scrive) non partizionati, ove sistema operativo e dati utente convivono pericolosamente, in barba alla sicurezza dei documenti archiviati. Laddove pure troviamo un disco partizionato, il sistema operativo non farà distinzione alcuna tra dati di sistema e dati utente (non è raro trovare partizioni logiche praticamente vuote e quindi desolatamente inutili). In caso di problemi al SO, vi lasciamo solo immaginare le conseguenze.

 

Windows XP, ad esempio, imposta "C:\Documents and Settings\Nome Utente\Documenti" come directory di default per i documenti utente e ciò pregiudica una archiviazione sicura dei propri dati. Tutte le altre informazioni critiche (dati di Outlook o Outlook Express, preferiti di Internet, messaggi di posta elettronica, passwords ecc.) seguono lo stesso schema, per cui un problema al SO, può provocare la perdita di informazioni importanti o cagionarne un recupero difficile, in special modo se ci si trova in NTFS.

 

Windows e Documenti insieme: perdita di dati assicurata.

 

Altro errore, che spesso fanno (anzi, diremmo sempre...) anche addetti ai lavori, consiste nel salvare documenti di vario genere sul "Desktop", cosa che penso sia, oltre che dannatamente antiestetica e confusionaria, soprattutto tragica, da un punto di vista della sicurezza dei dati. Il desktop è una sottocartella di sistema e di conseguenza è il posto meno indicato per uso "magazzino"!!! A questo errato modo di operare l'utente è stato non correttamente abituato ed è difficile fargli entrare in testa che stà lavorando male. Accade spesso che, allorquando il sistema è ad esempio vittima di un worm o di un virus particolarmente distruttivo o il disco presenta errori nel settore di avvio tali da impedire l'accesso a Windows, l'utente cerchi un modo per poter recuperare i dati che aveva inopinatamente lasciato, in varie cartelle e non, sul desktop come nei posti più impensabili. Neanche in quel frangente si rende conto della gravità della situazione e che avrebbe potuto evitare tali problemi.

 

            Se gli chiedi: "Ti ricordi dove hai salvato i tuoi documenti personali? " Ti risponde: "Non ricordo... dunque... forse un paio di cartelle sul desktop... il resto... no forse ho qualcosa anche nella cartella di Windows. Forse no... Oddio! La mia posta elettronica, la rubrica... ho indirizzi importanti! ed i preferiti! Ho le fatture... ma quelle non so dove sono. Mamma mia... dieci anni di lavoro!"

 

Se poi, come sovente accade, Windows XP viene installato su NTFS, (la stessa Microsoft sconsiglia di adottare tale file system, se non si tratta di utenza professionale con esigenze di criptazione dati, laddove comunque, il backup è una politica ben consolidata) il recupero dei dati sarà praticamente impossibile attraverso metodi tradizionali, visto che NTFS non è visto da ambiente DOS. Serviranno applicativi di terze parti ed in ogni caso, l'aver salvato dati utente in cartelle di sistema (annidate) renderà costoso e difficile il recupero degli stessi.

 

Tutto ciò è normale per chiunque, ma è abominevole dal mio punto di vista.

 

A dimostrazione del fatto che tutto ciò sia il comune "modus operandi" di milioni di utenti, si consideri il fatto che "ristrutturare" qualsivoglia PC comporterebbe una mole di lavoro che impegna dalle 12 alle 36 ore [recupero dati - sparsi qua e là per il disco rigido senza ordine alcuno (magari sul desktop, quando va bene, come si diceva) - partizionamento a caldo dell'hard disk e re-installazione + riconfigurazione del sistema operatvo].

 

L'utente medio (almeno all'inizio, si spera) non distingue la differenza che passa tra un documento di Word ed un file eseguibile, per cui il sistema operativo deve essere impostato in modo tale da indirizzare il suo utilizzatore all'uso corretto di applicazioni e dati. Ecco perchè, ad esempio, si deve far sì che di "default", (automaticamente, e quindi senza intervento alcuno da parte dell'utente) esso operi in modo tale da preservare dati personali e quant'altro si archivi su disco, mediante uso di cartelle predefinite, create ad hoc ed in partizioni separate dal SO. La prevenzione è preferibile alla cura.

 

 

La questione del backup su unità esterne è un'altro aspetto, che purtroppo si scontra spesso con l'ignoranza totale dell'utente medio (vedasi "ignoranza" come "non sapere"), che oppone spesso resistenza all'acquisto di unità per il backup dei dati (egli pensa sia una spesa del tutto voluttuaria) considerando eterno ed incorruttibile tutto quanto faccia parte del suo PC. (sic!)

 

Utile è quindi un atteggiamento più costruttivo, da parte del tecnico informatico - rivenditore, al fine di fornire al cliente le informazioni e gli strumenti giusti per utilizzare al meglio il proprio PC e tutelare il proprio lavoro o quantomeno per bypassare le sue lacune nell'utilizzo del mezzo.

 

Questa, in sintesi, è la mia visione del mondo informatico e di quanto si possa e si debba fare per portare il pc nelle case e negli uffici nel modo corretto. Tutt'altra cosa è quello che, con grande rammarico e sconforto, si vede in giro.

 

Una cosa è certa: non tutti sono in grado di comprendere a quanto stiano rinunciando. Per loro, sin quando il PC si accende... tutto è perfetto. Sin quando si accende!

 

Rosario Marcianò

 

 

 

 

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